Lorenzo Marcolin

Polo scolastico in Carbonera – Treviso

Carbonera:… per viali,pergole e sentieri.
Le ragioni del paesaggio.
Il territorio del Comune di Carbonera appartiene a quel sistema agrario che i viaggiatori ottocenteschi definivano: “la bella piantata padana”.
E’ questa una regione estesa a coltivazione intensiva che, nel passato, era caratterizzata dalla presenza di boschi e risorgive ( il toponimo allude ad un sito paludoso, torboso e boschivo) a cui gli insediamenti umani hanno imposto il paesaggio.
Il Goethe nel suo “Viaggio in Italia” descrivendo questi luoghi pianeggianti, oltre agli aspetti naturalistici e paesaggistici, parla di una “seconda natura” che opera a fini civili.
Il riferimento non allude elusivamente ai modi di coltivare in loco ma, rimanda alla “limitatio” romana che, imponendo la propria regola al territorio, ha determinato non soltanto gli aspetti ambientali ma anche quelli sociali ed economici.
La disposizione dei campi e dei filari, il sistema delle stradine poderali e degli scoli, sono i segni, ancor oggi in parte riconoscibili, di questa grande organizzazione territoriale ordinata secondo una maglia rettangolare “stricatio” 20×21 actus ( 1 actus=35,52 ml) orientata in allineamenti nord-est sud-ovest i kardines e nord-est sud-ovest i decumani (l’antica via Claudia Augusta Altinate attraversava questo territorio).
Nella riconoscibilità del sistema sul sito si conferma la “legge d’inerzia del paesaggio agrario” che afferma come una volta conferito ad un suolo un determinato assetto, questo tende a mantenerlo anche quando vengono a mancare quegli aspetti tecnico, produttivi e sociali che lo hanno determinato.
Questa trama regolare di organizzazione del territorio quando incontra dei “fatti naturali” si trasforma.
E’ quello che avviene nell’area di Carbonera dove il fiume Melma ed i suoi Rii, nel loro lento e tortuoso fluire, hanno imposto al territorio la loro presenza isolando luoghi “di bel paesaggio” amati dai vedutisti.
Luoghi ameni in cui facoltosi nobili veneziani costruiscono le loro case di villeggiatura ombrose di parchi dove trascorrere le afose estati nella “bella piantata padana”.
E’ nel rapporto tra gli opposti aspetti del paesaggio, tra il modello agricolo di sfruttamento intensivo dei suoli derivato dalla “regola” romana e quello vedutistico naturalista, tra “natura naturalis” e “natura artificialis” che sono individuabili gli elementi distintivi di questo “luogo”, il suo “genius loci”.
Le ragioni degli insediamenti.
Il Comune comprende più insediamenti urbani ma sono le frazioni di Biban, Carbonera e Pezzan che hanno evidenziato una maggiore espansione.
La crescita si è attuata con una direzionalità di sviluppo essenzialmente riconducibile all’attrazione esercitata dai fatti urbani principali su quelli secondari.
Il fenomeno ha determinato che l’area estesa tra il centro urbano di Pezzan a nord e quello di Biban-Carbonera a sud-ovest, compresa tra il fiume Melma ed il Rio Rullo, originariamente area di margine ai due sistemi, oggi è diventata area centrale.
In essa convergono tutte le tensioni del costruito circostante e si manifestano le aspettative di un sistema urbano complessivo in via di formazione.
Il progetto.
In accordo con i programmi di sviluppo urbanistico, il progetto prevede che quest’area diventi una parte del territorio di Carbonera in cui tutta la sua comunità si identifichi.
Un’area di riferimento in cui gli aspetti del paesaggio si integrano con le esigenze di una comunità che cresce, un grande parco urbano che ne contiene la storia ma anche il futuro; in esso troveranno luogo un polo scolastico ed un centro culturale e sportivo.
La proposta progettuale è un intervento complessivo che trova nel territorio le ragioni funzionali del suo essere e nelle caratteristiche fisiche del sito la sua figurazione.
L’architettura è un modello di “tettonica” in cui le sollecitazioni degli insediamenti urbani (Carbonera/Pezzan) in espansione contrapposta, determinano un’articolazione del suolo.
La funzionalità del progetto è contenuta in tali “sollevamenti” la cui vivibilità è assicurata dalle “lacerazioni” laterali e da grandi “buchi”, giardini interni che permettono alla luce di illuminare un’affascinante spazialità ipogea.
Il modello definisce una architettura verde ondulata che, integrandosi naturalmente nel paesaggio ne contiene, come la terra, le risorse per l’avvenire.
Realizzato da un suolo artificiale, costituito da una “soletta prato” (importante la funzione coibentante esercitata dalla stessa sia nel periodo invernale che estivo con relativo risparmio energetico), esso si articola in varie ondulazioni del terreno a cui corrispondono i diversi livelli di scolarità: la scuola materna, la scuola primaria e quella secondaria di 1° grado.
Tra esse si interpone l’ondulazione di un caffè letterario, un posto in cui leggere un libro della biblioteca davanti ad un bel paesaggio o bere un caffè in un giardino interno.
Una grande superficie ondulata in cui trovare luoghi e paesaggi.
E’ impossibile immaginare un accadimento senza riferirlo ad luogo: il luogo è parte integrante dell’esistenza.
Una trama di percorsi, differenziati per tipologia e valenza, ne permettono il raggiungimento.
Asse strutturante è il “viale della scuola” che tracciato sull’allineamento delle Ville (Villa Maria e Villa Gradenigo), proponendo i viali alberati che posizionavano le case padronali nel territorio, ordina le ondulazione della scuola.
Ampi parcheggi, progettati sui suoi attestamenti alla rete viaria esistente, lo escludono dal traffico veicolare urbano consentendogli tuttavia di realizzare la connessione percettiva primaria tra i due insediamenti urbani contrapposti ( il viale sarà ciclo pedonale e utilizzabile esclusivamente dai veicoli autorizzati).
Un percorso pergolato, posizionato sulle tracce dell’antica centuriazione, taglia trasversalmente l’area partendola idealmente in quattro regioni: la regione del paesaggio naturale, la regione del vigneto, la regione dello sport e la regione della cultura.
Con caratteristiche proprie e raggiungibili da percorsi ciclo pedonali paesaggistici, esse ordinano nell’area attività diverse.
La regione del paesaggio naturale, individuata nell’ambito delle anse del fiume Melma, costituisce la memoria dei luoghi d’acqua ed è l’avvio e il punto di arrivo del percorso naturalistico sulle sponde del fiume (il sentiero dell’acqua).
La regione del vigneto valorizza la coltivazione della vite integrando i “ vecchi filari” al sistema complessivo utilizzando l’antica strada poderale (la via dei gelsi).
La regione dello sport organizza l’attività sportiva in ambiti e strutture per l’esercizio dell’attività fisica attuabile sia all’aperto, in campi sportivi specifici, che al chiuso di una palestra.
La regione della cultura, opposta a quella dello sport e ad essa connessa da una coppia di vie parallele è caratterizzata da una serie di piazze, le piazze lastricate e la piazza d’acqua, spazialmente relazionate dal lungo edificio contenitore di un auditorium (teatro, cinema e sala conferenze) sale espositive e laboratori.
Una passeggiata tra i fiori collega il centro culturale al centro di Carbonera alla piazza del Municipio e alla Chiesa.
Su tutta l’area, un percorso sinuoso si svolge sulle ondulazioni del terreno, è il sentiero della crescita che amplia o restringe la visione del paesaggio, sul fondo le montagne.

 

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